A seguito del rinnovo di alcuni contratti collettivi nazionali di lavoro dell’industria, come i grafici editoriali, i tessili (lavanderie industriali), gli alimentaristi e la gomma plastica, siamo riusciti come organizzazioni sindacali a promuovere con alcune aziende la contrattazione integrativa di secondo livello.
La negoziazione degli accordi integrativi aziendali e territoriali risulta per noi un importante obiettivo per migliorare i contratti nazionali di primo livello, che in taluni casi, come quello dell’industria metalmeccanica, in scadenza alla fine di giugno 2024, ha visto in questo mese un aumento del 6,9% secondo quanto stabilito nell’indice IPCA (indice dei prezzi al consumo armonizzato) in ambito europeo. Grazie a quest’ultimo aumento dei minimi tabellari (paga base) i livelli medi, attualmente C3 ex 5º, supereranno i 2000 euro medi.
I confronti per istituire un premio di risultato, o un accordo aziendale, non sempre sono di facile gestione. Le difficoltà nascono nell’avere dati certi ed attendibili da parte delle aziende per promuovere proposte serie, in merito agli aspetti economici. I premi, di norma, vengono calcolati prendendo come riferimento le linee guida contenute nei contratti di primo livello: i risultati conseguiti nella realizzazione di programmi, concordati tra le parti, aventi come obiettivo incrementi di produttività, di qualità, di redditività ed altri elementi rilevanti ai fini del miglioramento della competitività aziendale, nonché ai risultati legati all’andamento economico dell’impresa.
Al fine di acquisire elementi di conoscenza comune, per la definizione degli obiettivi della contrattazione aziendale, le parti esaminano preventivamente le condizioni produttive ed occupazionali e le relative prospettive, tenendo conto dell’andamento della competitività e delle condizioni essenziali di redditività dell’azienda. Gli importi, i parametri ed i meccanismi utili alla determinazione quantitativa dell’erogazione connessa al Premio di risultato saranno definiti contrattualmente dalle organizzazioni sindacali, dalle aziende, o dalle associazioni datoriali. In questi ultimi anni la contrattazione viene demandata alle Rappresentanze Sindacali Unitarie, attori principali incaricati dai lavoratori.
L’erogazione di un premio avrà le caratteristiche di non determinabilità a priori, e sarà totalmente variabile in funzione dei risultati conseguiti ed avverrà secondo criteri e modalità aziendalmente definiti dalle parti. Spesso alcune aziende industriali, pur godendo di buona salute, sono restie nell’istituire un premio di risultato collettivo. Eppure questa tematica è prevista da quasi tutti i contratti nazionali di lavoro di primo livello. I contratti prevedono proprio la contrattazione di secondo livello, anche in riferimento alla generale tendenza sviluppatasi in Europa, volta a favorire la progressiva estensione di questa negoziazione sindacale. I rappresentanti dei lavoratori e delle imprese ritengono che la contrattazione risulti uno strumento utile per incrementare la produttività, e, conseguentemente, le retribuzioni reali dei lavoratori in un contesto di coinvolgimento e partecipazione.
La contrattazione aziendale deve essere la linfa del SAVT, dei rappresentanti sindacali e di tutte le organizzazioni sindacali. Sarebbe opportuno ed auspicabile che si concretizzasse una trattativa per addivenire ad un accordo quadro che abbracci il singolo settore, l’industria, piuttosto che una singola categoria, ma la strada risulta ancora lunga e tortuosa.
A fronte dell’erogazione dei premi, da qualche anno è stato istituito il WELFARE, un’opportunità per farsi erogare le somme spettanti sotto forma di voucher, piuttosto che accreditamento su di un portale. Con questa modalità, oltre a non pagare le tasse sulle somme, riusciamo a ottenere un importo più alto del premio di risultato, ma i lavoratori, dopo aver spiegato le modalità ed i meccanismi di erogazione, sono ancora scettici e restii nel scegliere il Welfare.
In questi giorni abbiamo traguardato un importante accordo che stentava a decollare. Un premio di risultato che verrà riconosciuto al conseguimento degli obiettivi di produttività, qualità e presenza. L’ultimo all’interno di questa azienda era stato sottoscritto nel lontano 1998. Altre trattative sono in corso all’interno di diverse aziende industriali e solo al momento debito, quando traguarderemo un’ipotesi di accordo, metteremo i lavoratori interessati a conoscenza dei contenuti inseriti nel documento di discussione e trattativa.
Edy Paganin
