Con il voto favorevole del Senato, l’8 luglio 2025 è stata approvata in via definitiva una legge che introduce nuove e importanti tutele per i lavoratori e le lavoratrici affetti da malattie oncologiche, croniche, invalidanti o rare. Una legge che nasce dall’esperienza di chi ogni giorno deve conciliare la necessità delle cure con le richieste del proprio lavoro, spesso in un clima di incertezza e di solitudine. Il testo, già approvato alla camera, sostenuto da diverse forze parlamentari, vede tra i firmatari anche l’onorevole valdostano Franco Manes. La sua adesione conferma l’importanza di portare anche a livello nazionale la sensibilità verso temi che riguardano in modo concreto la vita dei lavoratori, anche nella nostra regione.
Ma cosa cambia davvero?
- Innanzitutto, viene rafforzato il diritto a prendersi il tempo necessario per affrontare la malattia senza perdere il lavoro: chi è riconosciuto con un’invalidità pari o superiore al 74% potrà accedere a un periodo di congedo – continuativo o frazionato – della durata massima di 24 mesi, durante il quale il posto di lavoro sarà conservato.
- Per chi deve sottoporsi a esami diagnostici, trattamenti o terapie di follow-up, vengono introdotte 10 ore annue di permessi retribuiti aggiuntive rispetto a quanto previsto dai contratti collettivi. Un diritto che si estende anche ai genitori di figli con patologie gravi.
- La legge prevede inoltre che, al termine del periodo di congedo, il lavoratore possa chiedere di accedere al lavoro agile, se compatibile con la propria mansione. Una possibilità importante per chi, pur riprendendo la propria attività, ha bisogno di flessibilità nella gestione del rientro.
- Particolare attenzione è posta anche alla non discriminazione: non sarà possibile, per il datore di lavoro, disporre trasferimenti, demansionamenti o licenziamenti legati alla condizione di fragilità del lavoratore. Viene così chiarito che chi affronta una malattia ha diritto alla stessa tutela e dignità di qualunque altro dipendente.
Questa legge riconosce finalmente, anche a livello normativo, che la malattia non può e non deve essere un ostacolo insormontabile alla continuità lavorativa. Si tratta di una conquista sindacale e sociale che il SAVT continuerà a seguire con attenzione, vigilando affinché i nuovi diritti vengano effettivamente applicati nei luoghi di lavoro, pubblici e privati. L’approvazione della legge rappresenta un passo avanti, ma non una soluzione definitiva. La sfida resta quella di costruire ambienti di lavoro più inclusivi, capaci di sostenere concretamente chi vive un momento di fragilità. Perché anche durante la malattia, il lavoro può e deve rimanere una fonte di stabilità, dignità e relazione.
